Sonia – Il tatuaggio come espressione interiore.

Inizio a tatuare nei primi anni ’90, imparando nel negozio di Daniele Carlotti, il secondo su strada aperto in Italia. La mia passione si sviluppa sulla parte antropologica del tatuaggio quindi l’origine e la simbologia nelle diverse culture tribali.

Durante le prime conventions internazionali sono diventata molto amica di Paulo Sulu’ Ape, tatuatore e chief samoano. L’ amicizia si trasforma in una collaborazione lavorativa a Auckland in Nuova Zelanda.
Nei mesi trascorsi là con lui, con Chimè ( tatuatore tahitiano) e Rangi III ( tatuatore maori) ho avuto modo di conoscere le simbologie gelosamente custodite dai migliori e più famosi tatuatori delle isole dell’ Oceano Pacifico.
Nel 2012 mi sono recata in Thailandia per farmi tatuare da un monaco per studiare parte della sua arte sacra.
Oggi lavoro nel prestigioso studio di Claudio Pittan a Milano.

Mi piace conoscere i significati dei segni, credo profondamente che faccia molta differenza dal tatuarsi un semplice decoro.

Nonostante la mia passione per l’ antropologia, ho sempre lavorato in negozi su strada dove la clientela varia tantissimo ed ho imparato ad accontentare le richieste più svariate.
Amo la gente, le differenze e amo seguire il cliente cercando di trovare una mediazione tra il loro desiderio e la mia esperienza.
Mi piace ricordare il significato che aveva una volta la relazione cliente – tatuatore.
Il tatuatore era una sorta di artigiano che con la sua arte faceva felice il cliente e non il contrario.

Ho fatto varie esperienze di collaborazioni con artisti del tatuaggio in Europa, New York, Messico, Brasile, frequentando i loro studi.

Penso che attualmente il tatuaggio sia un mezzo alla portata della gente comune per esprimere artisticamente il proprio mondo interiore.

I TATATUAGGI DI SONIA